Biotestamento: la nuova legge entra oggi in vigore

Biotestamento: la nuova legge entra oggi in vigore

 Il 16 gennaio 2018 è stato pubblicato in Gazzetta il testo della legge che disciplina la materia del consenso informato e introduce lo strumento del testamento biologico (c.d. DAT – Disposizioni Anticipate di Trattamento).

 
Nell’ottica della tutela del diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione viene ribadito che, al di fuori dei casi espressamente previsti dalla legge, “nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata”
A tal fine viene promossa e valorizzata la relazione di cura e fiducia tra medico e paziente nella quale possono essere coinvolti anche i familiari, la parte dell’unione civile, il convivente ovvero una persona di fiducia del paziente.
Viene sancito dunque il diritto di conoscere le proprie condizioni di salute e di essere informati in modo completo, aggiornato e comprensibile riguardo ai trattamenti, alle alternative, alle conseguenze in caso di rifiuto, ma anche il diritto di rifiutare tali informazioni o di indicare una persona di fiducia a riceverle. Viene inoltre riconosciuto il diritto a rifiutare qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario, così come il diritto di revocare il consenso prestato.  
Si precisa che per trattamento sanitario, ai fini della presente legge, deve intendersi la nutrizione artificiale e l’idratazione artificiale.
Il medico è tenuto a rispettare la volontà del paziente che non vuole sottoporsi ad un trattamento sanitario e che rinunci ad esso, in conseguenza di ciò il medico è esente da responsabilità civile o penale. Nei casi di emergenza il medico deve assicurare le cure necessarie, nel rispetto della volontà del paziente, qualora le circostanze permettano di recepirla(art. 1).
 
Anche in caso di rifiuto o rinuncia ai trattamenti sanitari il medico deve  comunque garantire una appropriata terapia del dolore, tuttavia nei casi più gravi o di imminenza di morte deve astenersi da ogni ostinazione di irragionevole somministrazione delle cure  e dal ricorso a trattamenti inutili e sproporzionati (art.2).
 
La legge disciplina anche i casi di pazienti minori di età o incapaci i quali hanno il diritto di ricevere informazioni sul proprio stato di salute in modo consono e tale da essere posti nella condizione di esprimere la propria volontà.  Tenendo dunque conto della volontà del minore o dell’incapace e avendo come scopo la tutela della loro salute psicofisica nel pieno rispetto della loro dignità, il consenso informato è prestato dagli esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore. In caso di contrasto con il parere del medico la decisione è rimessa al giudice tutelare mediante ricorso (art. 3).
 
La novità più rilevante del testo normativo riguarda l’introduzione dell’istituto delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), mediante il quale ogni persona maggiorenne capace di intendere e di volere, in previsione di una futura incapacità di autodeterminarsi,  può esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche.  Indica dunque una persona di fiducia che ne faccia le veci e la rappresenti nelle relazioni con il medico e le strutture sanitarie, il fiduciario deve accettare tale nomina tramite la sottoscrizione delle DAT o con un atto successivo. La nomina può essere rifiutata dal fiduciario o revocata dal disponente. Viene esplicitamente previsto che il medico è tenuto al rispetto delle DAT, le quali però possono essere disattese, in accordo  con il fiduciario, qualora appaiano palesemente incongrue alle condizioni cliniche del paziente.
Dal punto di vista pratico le DAT devono essere redatte:
- per atto pubblico;
- per scrittura privata autenticata;
- per scrittura privata consegnata all’ufficiale dello stato civile per l’annotazione in un apposito registro o presso le strutture sanitarie che abbiano attuato un sistema telematico di gestione di cartelle cliniche;
- mediante videoregistrazione o dispositivi che consentano alla persona con disabilità di comunicare, qualora le condizioni fisiche del paziente non consentano la forma scritta.
È previsto che entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, il Ministero della salute, le regioni e le aziende sanitaria provvedano a informare della possibilità di redigere le DAT (art. 4).
 
In allegato la tabella delle novità redatta dal dott. Giuseppe Buffone e pubblicata sul sito www.altalex.com

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