reato di diffamazione

Reato di diffamazione: i social complicano le cose!

Alle volte, una conversazione, un confronto o uno scambio di post sui social sfugge di mano. Succede a tutti, non c’è nulla di strano, ma conviene fare un respiro profondo e contare fino a dieci prima di passare alle parole pesanti, nell’ottica di evitare di incorrere nel reato di diffamazione!

Il reato di diffamazione è un delitto purtroppo diffusissimo, perché sostanzialmente ricorre nelle circostanze più disparate e, da parte di chi lo commette, spesso meno prevedibili!

Reato di diffamazione: cosa dice la legge.

Il reato di diffamazione (HL art 595 c.p.) disciplina il caso di chi, comunicando con più persone, offende la reputazione altrui. Il reato è punito con la reclusione fino a un anno, oppure con una multa che può arrivare fino a 1032 euro. Chiaramente, queste previsioni sono aumentate nel caso in cui l’offesa consista in un fatto determinato, ossia nel caso in cui il contesto e le circostanze del caso concreto ci consentano di valutare se la fattispecie è aggravata o meno.

Allo stesso modo, aumentano se l’offesa è arrecata a mezzo stampa o un altro mezzo di pubblicità, oppure in un atto pubblico. Infine, aumentano se l’offesa è arrecata a un corpo amministrativo o giudiziario.

Riassumendo, il reato di diffamazione punisce chi, comunicando con più persone, arrechi un’offesa in modo volontario a una persona assente.

Il bene tutelato, ovvero l’elemento che la legge tende a difendere, è la reputazione della persona, che la legge vuole, appunto, tutelare. Esistono però dei presupposti che devono coesistere contemporaneamente perché il reato si configuri.

  • Assenza della persona nel momento in cui viene arrecata l’offesa. C’è quindi impossibilità della persona interessata a difendersi. Questo elemento è dirimente rispetto al reato di ingiuria, che è simile, ma che si configura quando l’offesa avviene in presenza della persona, e che oggi è una fattispecie depenalizzata.
  • Offesa alla reputazione quale lesione delle qualità personali, morali, sociali o professionali.
  • Quando vi è la presenza di almeno due persone, o almeno di una che però la comunichi poi ad altre.

Reato di diffamazione e i social: un mezzo nuovo da comprendere.

Anche il reato di diffamazione, chiaramente, si evolve di pari passo con l’evolversi dei mezzi di comunicazione! Nel caso in cui esso venga consumato attraverso i social, per esempio, il reato si aggrava come condotta commessa con altro mezzo di pubblicità.

Di per sé, il reato si consuma nel momento in cui terzi hanno percezione del messaggio offensivo, che viene veicolato nella consapevolezza di scrivere una frase lesiva dell’altrui reputazione. La condotta, infatti, potenzialmente è in grado di raggiungere un numero indeterminato o comunque quantitativamente elevato di persone.

Il reato di diffamazione si configura anche senza indicare esplicitamente il nome e il cognome della persona, sempre che questa sia individuabile da chi recepisce il messaggio offensivo.

Come ci si può difendere?

Semplicemente sporgendo querela. La persona offesa dovrà denunciare il reato alle autorità competenti entro tre mesi dal momento in cui il fatto è stato consumato.

Il reato di diffamazione è qualcosa di complesso!

In tutto questo, sia che ci si debba difendere o che si debba pretendere giustizia nel caso del reato di diffamazione, occorre dotarsi degli strumenti giusti e soprattutto della giusta assistenza!

Contatta il nostro studio per qualsiasi bisogno: la prima consulenza è senza impegno!

Articolo scritto in collaborazione con l’avvocato Lucrezia Zacchi

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