contestazione disciplinare

Contestazione disciplinare: ecco cosa fare!

Può succedere, sul lavoro, di ricevere una contestazione disciplinare. Si tratta di una comunicazione seria, che non va presa sottogamba. Vediamo dunque come conviene comportarsi quando si riceve una contestazione disciplinare

Come mi devo comportare quando ricevo una contestazione disciplinare?

Quando un lavoratore ha tenuto dei comportamenti scorretti sul luogo di lavoro, violando i suoi doveri, il datore di lavoro può adottare un provvedimento disciplinare nei suoi confronti. Tuttavia, per poter adottare il provvedimento finale e perché questo sia valido, il datore deve seguire una determinata procedura, chiamata “procedimento disciplinare”. Il primo passaggio di questa procedura è la contestazione disciplinare.

Cos’è una contestazione disciplinare?

La contestazione disciplinare è una comunicazione scritta, solitamente una lettera, con cui il datore di lavoro contesta al lavoratore un comportamento scorretto che costituisce violazione dei suoi doveri contrattuali.

La contestazione disciplinare deve sempre essere fatta per iscritto. Tuttavia, la legge non stabilisce la modalità di consegna della contestazione: potrà essere consegnata al lavoratore sul luogo di lavoro oppure potrà essere spedita a mezzo raccomandata. In ogni caso, il rifiuto di ricevere la contestazione non pone al riparo dalle conseguenze negative che possono derivarne.

Un avvertimento o un richiamo scritti sono contestazioni disciplinari?

No, dal contenuto della contestazione deve emergere chiaramente la volontà del datore di lavoro di riprendere il lavoratore per un comportamento scorretto che costituisce violazione dei doveri contrattuali. Inoltre, nella contestazione devono essere indicati in modo specifico i fatti accaduti, non potendosi il datore limitare ad un generico rimprovero.

Ecco cosa può fare un lavoratore quando riceve una contestazione

Nella lettera con cui comunica l’addebito, il datore di lavoro deve anche informare il lavoratore del fatto che egli ha 5 giorni di tempo per potersi giustificare, ossia difendere dalla contestazione. Le giustificazioni possono essere rese per iscritto, senza alcun vincolo di forma, oppure oralmente; in questo secondo caso, entro i 5 giorni il lavoratore dovrà fare richiesta al datore di lavoro per essere sentito. In ogni caso, quando si riceve una contestazione o una comunicazione che sembri tale, è sempre bene rivolgersi a un legale o a un sindacato: vi consiglieranno se rispondere per iscritto od oralmente e vi assisteranno, sia nella redazione delle giustificazioni scritte, sia nell’eventuale colloquio con il datore di lavoro.

Rispondere nel modo scorretto, partecipare da soli al colloquio o, peggio, decidere non replicare alla contestazione, sono comportamenti possono portare all’irrogazione di una sanzione disciplinare che, in alcuni casi, può persino coincidere con il licenziamento.

I rapporti gerarchici sul posto di lavoro sono spesso complessi

Non è facile gestire situazioni di confronto, se non addirittura di scontro, quando si può rischiare di perdere il posto di lavoro; per questo, la cosa migliore da fare è rivolgersi a professionisti che forniscano assistenza in materia di diritto del lavoro.

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Articolo scritto in collaborazione con l’avvocato Maria Monica Bassan

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